Crisi e crescita infelice, il disastro prossimo venturo!

Crisi e crescita infelice, il disastro prossimo venturo!

Crisi e crescita infelice, il disastro prossimo venturo!

Che il Governo sia occupato da persone di scarsissimo talento politico e carismatico, è un fatto, così come la crisi e crescita infelice! Malgrado i segnali arrivati da ogni angolo di mondo, questo esecutivo ha pensato solo a slogan sensazionalistici. Ora però la realtà sta per travolgerci inesorabilmente, è lo farà in un solo modo, facendoci male e forse tanto. Le iniziative tanto sbandierate del Governo non avranno alcun effetto, in quanto si parla di crescita ZERO. Questo vuol dire che sarà annientata quella manovra da 20 miliardi messa sul piatto, quindi un anno orribile! Altro che anno bellissimo, come dichiarato dal Premier can fare sicuro qualche mese fa.

Siamo nel mezzo una tempesta senza capitano, con il timone rotto e la chiglia sta scricchiolando, vale a dire prossimi ad andare a fondo. In questi ultimi mesi il Governo ha reclamizzato tanto il reddito di cittadinanza, misura per altro che vista la prospettiva di crescita forse non vedrà mai la luce. Di contro non hanno fatto nulla per rilanciare l’economia e quindi dare stimoli alle imprese, che ovviamente avrebbe prodotto più occupazione. Niente di tutto ciò a parte tante chiacchiere che non porteranno nulla a nessuno, neppure a loro alle prossime europee. Si stanno mangiando tutto, soldi e reputazione semmai ne avessero avuta oltre il consenso!

La decrescita del “grillismo”

Come noto, le posizioni del M5S sono quelle di una decrescita “felice”, ovvero a parer loro una sorta di ritorno al Medio Evo. Ecco, questa idea oltre a non essere praticabile se non in almeno una ventina di anni e più, porterà ancora più miseria. Ma per Grillo e Co, già ampiamente tutelati la decrescita “felice” è auspicabile, puoi farla a meno di tutto quando puoi permetterti tutto! Questo è il punto, la gente che a fatica mette insieme il pranzo e la cena, secondo questi venditori di nulla dovrebbe fare ancora rinunce. Crisi e crescita infelice, ecco invece cosa ci aspetterà perché questo paese ha bisogno di investimenti strutturali sul territorio, e questo può garantirlo solo lo Stato.

È difficile spiegare a un sordo muto e pure cieco cosa deve fare, questo è quello che sta accadendo, con conseguenze sul lungo periodo. Il motivo per cui Paolo Savona ha mollato è perché voleva utilizzare 50 miliardi di risparmio, con BTP e titoli di debito riservati ai soli risparmiatori italiani e con quei soldi fare investimenti. Rilanciare le grandi infrastrutture e opere pubbliche di cui il paese ha un gran bisogno. Quando avrebbe potuto far bene all’economia una simile manovra? Ebbene, non glielo hanno permesso per cui ha mollato non avendo altre vie per fare il suo lavoro, cioè far ripartire il paese.

Cosa succederà adesso?

Ogni ipotesi può essere giusta e sbagliata, quello che è certo è che questo Governo ha perso il treno. Si quel treno che passa solo una volta e se perduto non ripasserà più, quindi nei prossimi mesi vedremo ancora disoccupazione in aumento e depressione economica.

Come tutelarsi in questi casi non è certo cosa facile da individuare, tutti siamo esposti, quella barca alla deriva che sia chiama Italia potrebbe affondare. Tuttavia, potremmo trovare uno scoglio dove appigliarci, questo dipenderà anche dagli italiani e dalla fiducia (spesa) che avranno!

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